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Guest: NICOZ

Siamo lieti di annunciare che dal 19 al 31 dicembre 2016, Nicoz sarà nuovamente ospite del nostro studio.

Per prendere appuntamento con lei contattateci tramite i nostri riferimenti.

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FASHION: FHATE OFF

La domenica pomeriggio è sempre un po’ ostica, voglia di uscire pari a zero… può capitare però di decidere di imbarcarsi alla volta del Vintage Market di turno per fare un po’ di shopping e sentire buona musica. Ed è proprio a una edizione del Vintage Market che abbiamo incontrato le ragazze del brand Fhate Off: Toppe meravigliose realizzate con dedizione e notevole stile, per questi due (buoni) motivi abbiamo deciso di intervistarle!

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Partiamo subito con le presentazioni e: “chi fa cosa” all’interno del duo?
Siamo Fara e Federica e che dire… La realtà è che facciamo entrambe tutto e niente, soprattutto nei periodi in cui abbiamo più richiesta cerchiamo di dividerci equamente gli ordini da fare in base più che altro a chi NON ha voglia di cucire cosa piuttosto che il contrario. Non c’è una gerarchia tra di noi, ognuna sviluppa le idee che le vengono in mente autonomamente e ci consultiamo solo per le pubblicazioni sui social che entrambe odiamo fare e che quindi tentiamo di dividerci il più possibile.

Da dove nasce il nome Fhate Off?
Il nome Fhate Off nasce da una pesca in un cappello con all’interno una ventina di bigliettini con nomi (im)probabili suggeritici dai nostri amici. All’inizio voleva avere un sacco di significati ma alla fine non vuol dire nulla anche se, con il passare del tempo, ognuno lo ha interpretato un po’ come voleva e noi ne abbiamo approfittato per dare un senso a un nome che in realtà non ne aveva.

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Parlateci un po’ di tecnica e quando avete imparato a cucire (così bene!)?
La nostra tecnica è: Divano, Netflix, ago, filo e frustrazione. Veniamo da percorsi diversi ma siamo entrambe autodidatte, abbiamo imparato rubando con gli occhi i segreti del mestiere alle nostre nonne e col tempo e l’esperienza abbiamo affinato la tecnica a discapito delle nostre diottrie. Fondamentalmente ci piace molto sperimentare, passiamo senza senso alcuno dalla macchina da cucire ad ago, filo e forza di volontà e siamo sempre alla ricerca di materiali e metodi “innovativi”.

Quali sono le maggiori fonti di ispirazione?
Non essendo persone particolarmente solari esprimiamo semplicemente le nostre sensazioni sul mondo (che a quanto pare vengono condivise da molti), ricamiamo tutto quello che ci piace o che odiamo, quello che nella vita ci ha segnato come Sloth, una delle nostre prime toppe, le icone del nostro passato e del nostro presente, passando dalle cose più stupide a quelle più “impegnate”. Non c’è una vera fonte di ispirazione, facciamo tutto quello che ci passa per la testa, e poi sì, guardando i nostri lavori è abbastanza chiaro che ci fanno schifo i tatuaggi, soprattutto tradizionali.

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Cosa ascoltate quando lavorate?
Veniamo da ambienti molto diversi quindi per non fare torto a nessuno quando cuciamo insieme ascoltiamo tutto quello che ci accomuna e che in presenza di altri non ascolteremmo mai: Britney Spears, Gwen Stefani, le Spice Girls, Beyoncè e i 666..

Sempre in ambito lavorativo: qual’è stata la vostra più grande soddisfazione?
La nostra più grande soddisfazione è stata quella volta in cui tramite Facebook ci ha contattato Gipi per delle toppe custom inerenti al suo gioco di ruolo “Bruti”. Lavorare su un disegno di un artista che stimiamo è stato molto stimolante nonché gratificante. Degno di nota però è il sessantenne che durante un mercato ci comprò una toppa con scritto MNNGGCRST senza battere ciglio. So’ soddisfazioni.

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Dove possiamo trovarvi?
Per ora non abbiamo un luogo fisico, ci trovate su tutti i social e con un’attitudine decisamente antisocial in molti mercati della capitale.

E infine mandate un vostro saluto ai nostri lettori :)
Dal profondo dei nostri cuori.
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Guest: KELU

Siamo lieti di annunciare che dal 13 al 17 dicembre 2016, Kelu sarà nuovamente ospite del nostro studio.

Per prendere appuntamento con lui contattateci tramite i nostri riferimenti.

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FUMETTO: DOVE SONO

Vengono da Roma, si chiamano DOVE SONO, fanno fumetto da poco più di un anno e lo fanno bene, molto: le loro strip sono esilaranti. Lo stile è semplice, minimale, immediato, un mix tra la Linea di Cavandoli e i contemporanei Dr.Pira e Hugleikur Dagsson, ma le loro battute e le situazioni che ci raccontano sono graffianti come il miglior Scòzzari.

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Forti di una pagina Facebook che ha raccolto migliaia di consensi in pochissimo tempo – adesso i più sagaci fumettisti in circolazione li trovi lì, qualcuno ha detto “Labadessa”? – hanno sviluppato subito uno stile tutto loro… e non è scontato in un mondo di (il più delle volte brutte) copie. Li abbiamo intervistati.

Ciao DOVE SONO, partiamo dalle presentazioni: chi siete, cosa fate e chi fa cosa all’interno del duo?
Siamo Daniele Mancini ed Edoardo de Falchi. Daniele Mancini fa i testi ed Edoardo de Falchi fa i disegni.

DOVE SONO… perché dove siete?
Non riuscivamo a metterci d’accordo sul nome, allora abbiamo detto: facciamolo di due parole, uno sceglie la prima e l’altro la seconda, come viene viene. Daniele ha scelto DOVE perché è il nome del suo sapone preferito,  Edoardo ha scelto SONO perché è la prima persona singolare e terza plurale della voce del verbo essere, modo indicativo tempo presente.

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Vi svegliate la mattina e iniziate a pensare a un nuovo fumetto, DOVE SONO le maggiori fonti di ispirazione?
A Daniele le storie vengono in mente nel tragitto tra la casa e il bar. Edoardo si fa venire le idee per i disegni nel tragitto tra il bar e la casa. La maggiore fonte di ispirazione è il bar. Al secondo posto: la casa.

DOVE SONO cosa ascoltate durante il processo creativo?
Durante il processo creativo non ascoltiamo niente e nessuno e ci mettiamo la carta stagnola in testa per impedire che gli alieni ci rubino le idee. Come vedi si tratta di un processo creativo di stampo un po’ paranoico.

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A livello temporale DOVE SONO i vostri personaggi? C’è un tempo giusto per leggere i vostri fumetti?
Scriviamo le nostre storie in modo che non si capisca dove sono e quando sono, siamo molto radicali su questo, non ci avrete mai come volete voi. Il tempo giusto per leggere i fumetti è durante la vita, a poco a poco, ma se non ce la si fa, si possono leggere anche tutti insieme in punto di morte, benché non sia mai una buona cosa lasciarsi tutto all’ultimo momento.

DOVE SONO e cosa fanno i vostri protagonisti mentre rispondete a questa intervista?
I nostri protagonisti, mente facciamo quest’intervista, stanno tutti in una grande sala d’aspetto e aspettano. Perché è lì che stanno tutti personaggi di finzione quando non sono in scena. Non lo sapevi?

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Per ora DOVE SONO i vostri fumetti, dove è possibile trovarli?
I nostri fumetti sono su Facebook. E da un po’ di altre parti che si scoprono se si visita la pagina.

Mandate un saluto DOVE SONO ai nostri lettori.
CIAO LETTORI, siete fantastici, non cambiate mai!

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IN MOSTRA: DIGITALIFE 2016

All’interno del Roma Europa Festival si inserisce una mostra degna di nota dal titolo DigitaLife 2016 e ovviamente, come il nome suggerisce, la mostra ormai alla sua settima edizione intende esplorare attraverso quattro installazioni il mondo digitale tout court.

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Quattro esperienze artistiche completamente diverse tra loro sia per impatto visivo che emotivo ma unite da un unico comun denominatore: l’immervisività. Ogni opera da la possibilità al pubblico di partecipare attivamente all’evento Arte in se per se.

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Noi siamo rimasti stupiti di fronte alla magnificenza del 3D Water Matrix, un’istallazione monumentale che attraverso 900 valvole magnetiche computerizzate creano un’opera fluida grazie al movimento inusuale dell’acqua. Il 3D Water Matrix si potrebbe definire come un balletto ipnotico dell’acqua che nell’arco di mezz’ora, queste le sequenze temporali che si alternano, lascia lo spettatore completamente mesmerizzato di fronte a una sorta di mandala acquatico.

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Altra installazione che merita di essere pienamente “vissuta” è il Deep Dream_Act II: un ipercubo all’interno del quale il visitatore sarà “travolto” dal flusso di dati visivi, tra immagini e video, prodotti da Google ogni secondo. Un a vera esperienza alla Matriz, avvolgente e disorientante al tempo stesso.

La mostra è in corso alla Pelanda del Macro Testaccio fino al 27 novembre 2016.

Guest: KELU

Siamo lieti di annunciare che dal 22 al 26 novembre 2016, Kelu sarà nuovamente ospite del nostro studio.

Per prendere appuntamento con lui contattateci tramite i nostri riferimenti.

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IN MOSTRA: BOSCH REMIX

BOSCH REMIX_ L’astrazione della follia è una mostra collettiva di 21 illustratori italiani nata da un’idea di Manfredi Ciminale sul dipinto La cura della follia di Hieronymus Bosch.

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L’opera di Bosch rappresenta una credenza popolare: uno stolto convinto da un medico ciarlatano si fa togliere dalla testa “la pietra della follia” per guarire dalla sua pazzia. L’iscrizione in eleganti arabeschi che corre attorno all’immagine chiarisce la rappresentazione: “Maestro cava fuori le pietre, il mio nome è bassotto castrato” . Il nome bassotto castrato indica infatti una persona sciocca e facilmente ingannabile che ricorre all’aiuto di un un ciarlatano che lui ritiene un Maestro.

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L’idea della mostra è simile allo svolgimento del gioco del “telefono senza fili”, in cui il primo giocatore-artista, in questo caso Manfredi Ciminale, reinterpreta l’opera del pittore olandese per poi cederla all’artista successivo, e così di seguito. Lo stesso soggetto viene modificato a seconda del proprio stile, pur mantenendo delle regole iconografiche ben precise. Ha inizio così una catena creativa dove la successione delle 21 opere su carta rende esplicita la doppia ispirazione, da una parte Bosch e dall’altra l’illustratore precedente. Un gioco “folle” di giovani artisti contemporanei offre una nuova visione sull’opera a distanza di 500 anni dalla morte del geniale Hieronymus Bosch.

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Con opere di: ADR, Francesca Balducci, Margherita Barrera, Pablo Cammello, Niccolò Castro Cedeno, Manfredi Ciminale, Crù, Lorenzo De Luca, Michela Di Lanzo, Fabrizio Des Dorides, Fabio Frangione, Frita, Valerio Immordino, Infidel, La Came, Martoz, Lucio Passalacqua, Antonio Pronostico, Jacopo Starace, Sushi, Tommy Gun Moretti

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BOSCH REMIX_ L’astrazione della follia
a cura di Manfredi Ciminale
dall’11 al 30 novembre 2016
inaugurazione 11 novembre 2016 ore 18.30

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MUSICA: TWISTER

Se chiedi ai Twister quali gruppi ascoltare per poter apprezzare, poi, la loro musica di sicuro ti risponderanno: Misfits, Slow Ride, Rancid, Pegboy. Sì perché loro fanno Punk Rock e lo fanno, bene, da un giorno del 2010 quando seduti un po’ alticci in un pub di Camogli stilavano un contrattino nel quale si ripromettevano di suonare insieme. Sono in quattro: Marco About, Emiliano Nobis, Fabio Stazi e Mauro Lenci e prendono il nome (Twister) da quel gioco di società, nato negli anni ’60, in cui poteva capitare (per sbaglio o intenzionalmente) di toccare un po’ più da vicino il sedere della ragazza che ne prendeva parte. Sono al terzo album, dal titolo We’ll be ok, e viaggiano parecchio “sulla strada” infatti oltre a un bel po’ di concerti fatti a Roma (città natale), ne hanno fatti altrettanti in giro per l’Italia e se chiedi loro di raccontarti qualche storia bizzarra legata a una gig di sicuro ti risponderanno che dormire in un Chinese Motel è come stare senza neanche una mazza da baseball davanti a un’ondata di zombie.

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In questa intervista abbiamo deciso di parlare delle canzoni dell’ultimo album e a rispondere è Marco About che scrive la maggior parte dei testi. Buon divertimento e Sayonara Sucker!

Ti svegli la mattina con le occhiaie peste e bello sotto hangover… nel tuo cervello rimbombano senza tregua queste parole I DON’T WANNA BUT I WANNA. A che stai pensando?
Alla fine, pur odiando ogni genere di etichetta e definizione, ci ritroviamo volenti o non, vittime dei cliché del punk rock!

Accendi la TV e vedi zampettare, con la pancetta sballonzolante, una specie singolare. Si chiama HAPPY HIPPO. Che specie è?
Madonna! Quella specie è la migliore, cicciotta e morbida e quanto vorrei essere così sempre allegro come lui invece di avere questo perenne malumore! L’ippopotamo della Lines, che ci piaceva tanto da piccini, è un esempio da seguire!

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EVERYTIME al telefono con la propria coscienza… cos’è che brucia di più?
Di cose che bruciano ce ne sono tante che si potrebbe ardere una città intera. Certe volte (spesso) si ha paura di affrontare le cose belle e si tende a cacciarle via, ma poi cosa resta? Restano i rimpianti… Che ragazzo profondo!

Alzi il volume della radio e parlano di un’altra specie, questa volta bella aggressiva, si chiama GATOR e, stanotte, ha fatto un casino. Cosa ti spaventa di più?
Mark Rogowsky detto Gator è un bel pazzerello. Sta ancora scontando i suoi giorni in carcere per aver fatto un bel casino. Dicono che il corpo di Jessica fu fatto a pezzi e sotterrato nel deserto. Peccato, perché oltre a essere un ottimo skater era anche un disegnatore molto talentuoso… Forse da qualche parte in casa ho ancora una sua tavola!

Dopo il quinto caffè la tua mente farnetica a fulmicotone e pianifichi, così su due piedi, il prossimo viaggio. Ma non sarà mai in un CHINESE MOTEL.
Mai più! Brutta esperienza in quel Motel… Fabio ne sa qualcosa, aveva il letto nel bagno! Se passate per Milano, evitate quel Motel, succedono cose strane.

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Sei ancora stanco, forse è il caso di farsi un altro caffè ma non riesci a fare niente perché pensi solo a LAST NIGHT…
Cavolo, l’altra notte è stato tutto molto bello, ma al mattino i dubbi e le incertezze mi assalgono… Forse non sono pronto ad aprirmi a nuove esperienze? O forse mi caco addosso? Servirebbe un bagno, magari non vicino a un letto.

Ti trascini verso il frigo e lo trovi vuoto come il cuore di una cheerleader, è ora di andare al BARZAGHIN.
Non smetteremo mai di ringraziare Freddy (The Leeches e Bookhouseboys) per averci fatto conoscere anni fa il Barza. Proprio vicino al suo studio di registrazione (dal quale proviene il nostro ultimo disco) c’è questa trattoria che ti coccola con un mare di burro e formaggio, oltre ad altri mille piatti buonissimi. Ormai se siamo dalle sue parti, anche non per motivi sonerecci, un salto al Barza è obbligatorio, tranne per Emiliano che è vegan!

Bussano alla porta, una goccia di sudore cola lenta e ustionante dalla tua fronte. Apri la porta e te ne esci così: DON’T TOUCH ME. Perché?
Perché si fa tanta fatica a convincersi di cosa è giusto e cosa è sbagliato per noi stessi in un determinato periodo, ma se poi bussi, entri e mi sfiori, io non ci capisco più un cavolo! Non mi toccare che ci ho messo tanto a trasformarmi in un orso solitario!

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No! Oggi non è proprio giornata, meglio ributtarsi a letto e svelarci THE SECRET.
Mi dispiace ma non siete pronti per IL SEGRETO. In pochi lo sanno e sono ancora sconvolti!

WEB: twisterrock.bandcamp.com
www.facebook.com/twisterrock

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IN MOSTRA: MARTOZ

Fino al 6 novembre gli amici della Galleria Parione9 di Roma presentano la prima personale di Alessandro Martorelli aka Martoz, giovane ma talentuosissimo illustratore e fumettista nostrano.

La mostra prende il nome dall’ultima pubblicazione dell’autore ovvero MARTOZ_Amore da lontano e riunisce nel suo percorso alcune delle tavole del libro in cui la cifra stilistica dell’artista si manifesta in tutta la sua forza attraverso il disegno istintivo e il tratto rapido e spontaneo.

Il fumetto e di conseguenza la mostra raccontano la storia di due personaggi che pur vivendo in epoche diverse e con retaggi culturali diversi hanno lo stesso identico scopo nella vita: trovare la donna amata da lontano. Proprio come nella lirica cortese di Jaufré Rudel “Canzone dell’amore di lontano” del Duecento a cui si ispira l’intera opera a fumetti reinterpretata da Martoz.

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Accanto agli schizzi preparatori e ai definitivi si affiancano, in mostra, anche le sculture di Mauro Pietro Gandini che per l’occasione ha reinterpretato con tecnica sculturorea i due protagonisti del racconto: Antares, veterano del Medioevo e Jaf, disadattato che vive nel presente.

Bio: Martoz è nato ad Assisi nel 1990. Vive e lavora a Roma. Fumettista, illustratore e street artist è attivo nell’ambito dell’autoproduzione con progetti personali (Parade, Crisma) e collaborazioni (B Comics, Squame, Lucha Libre, Inuit, Hoochie Coochie). Nel 2015 realizza Remi Tot in STUNT il suo primo libro a fumetti per MalEdizioni. Come illustratore collabora con Illustratore Italiano e Associazione Illustri. Ha realizzato murales per film, festival e associazioni. Ha esposto i suoi lavori a Los Angeles, New York, Parigi, Mosca, Roma, Napoli.

Info
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Via di Parione, 9 – Roma
www.parione9.com

IN MOSTRA: Hokusai, Hiroshige e Utamaro

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Le donne, i paesaggi di aprile, i temporali d’autunno, gli animali, le onde e le tempeste sono solo alcuni degli aspetti e soggetti peculiari dell’arte di tre grandi maestri del Giappone, parliamo ovviamente di Hokusai, Hiroshige e Utamaro.

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Sono 200 le silografie policrome in mostra al palazzo Reale di Milano fino al 29 gennaio 2017 che, insieme ai libri illustrati, ci trasporteranno attraverso un viaggio unico nel mondo artistico e umano di tre grandi maestri che come avvenuto in passato ancora oggi influenzano altri artisti di varie scuole sia Europee che Giapponesi nonché il mondo intero del tatuaggio, come ci spiega il nostro carissimo amico Crez dell’Adrenalink Studio nella sezione dedicata Follow the Wave.

La mostra si inserisce all’interno di una serie di eventi che verranno celebrati durante il corso dell’anno volti a celebrare il 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, quindi non soltanto avremo l’occasione di vedere grandi mostre dedicate ma anche performance teatrali di Bunraku (Burattini), concerti e spettacoli di danza, rassegne cinematografiche accanto a mostre di fumetti e reading letterari.

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Info
www.hokusaimilano.it

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